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Statuto dal 2014

Modificato dall’Assemblea del 14 dicembre 2017

TITOLO I - CONFINDUSTRIA

 
  • Art. 1 Vision e mission
  • Art. 2 Attività istituzionali e ruoli organizzativi

TITOLO II - SISTEMA ASSOCIATIVO

 
  • Art. 3 Perimetro della rappresentanza e categorie di soci
  • Art. 4 Modello organizzativo e Associati effettivi di Confindustria
  • Art. 5 Altre componenti del sistema associativo
  • Art. 6 Requisiti inderogabili di appartenenza al sistema associativo
  • Art. 7 Rapporto associativo

TITOLO III – GOVERNANCE

 
  • Art. 8 Assemblea del delegati
  • Art. 9 Consiglio generale
  • Art. 10 Consiglio di Presidenza
  • Art. 11 Presidente
  • Art. 12 Commissione di designazione
  • Art. 13 Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale
  • Art. 14 Consiglio di indirizzo etico e dei valori associativi
  • Art. 15 Organi di controllo
  • Art. 16 Piccola Industria e Giovani Imprenditori

TITOLO IV – FUNZIONAMENTO ORGANIZZATIVO INTERNO

 
  • Art. 17 Direttore generale e aree di attività
  • Art. 18 Fondo comune
  • Art. 19 Bilancio preventivo e consuntivo
  • Art. 20 Modificazioni statutarie e scioglimento

NORME TRANSITORIE E DI ATTUAZIONE

 
  • I
  • II
  • III
  • IV
  • V
  • VI
  • VII
  • VIII

TITOLO I - CONFINDUSTRIA

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    Art. 1 - Vision e mission

    Confindustria, con sede a Roma e Bruxelles, è la Confederazione generale dell’industria italiana.

    Partecipa al processo di sviluppo della società italiana, contribuendo all’affermazione di un sistema imprenditoriale innovativo, internazionalizzato, sostenibile, capace di promuovere la crescita economica, sociale, civile e culturale del Paese.

    E’ autonoma ed indipendente. Orienta ed ispira i propri comportamenti organizzativi e le proprie modalità di funzionamento al Codice etico e dei valori associativi che costituisce parte integrante del presente statuto.

    Confindustria esprime la sua mission principalmente attraverso il perseguimento di tre obiettivi:

    1. esprimere una efficace rappresentanza ad ogni livello territoriale e settoriale e in tutte le sedi di interlocuzione esterna
    2. assicurare solida identità e diffuso senso di appartenenza al sistema associativo che ad essa fa riferimento
    3. erogare efficienti servizi, sia di interesse generale e trasversale che su specifiche tematiche.

    A tal fine, Confindustria è impegnata a:

    1. valorizzare la propria capacità di comporre istanze ed interessi diversificati per esprimere azioni di rappresentanza coerenti e condivise
    2. coordinare e promuovere sinergie ed integrazioni tra le sue due sedi e tra queste e le articolazioni regionali, territoriali e settoriali
    3. sostenere i processi decisionali attraverso una partecipazione ampia ed unitaria di tutte le espressioni organizzative del sistema associativo
    4. definire per le Associazioni che compongono il sistema una scala dimensionale minima e standard qualitativi relativamente all’erogazione dei servizi ritenuti strategici
    5. attivare servizi innovativi anche attraverso l’instaurazione di collaborazioni e partnership con enti esterni
    6. dotarsi di adeguati strumenti di ascolto della base associativa e di miglioramento della comunicazione interna e verso l’esterno.
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    Art. 2 - Attività istituzionali e ruoli organizzativi

    Sono attività istituzionali di Confindustria:

    1. il dialogo e il confronto con tutte le componenti della società per una efficace rappresentanza politico-organizzativa e per favorire l’affermazione di una cultura d’impresa e di mercato nel Paese, improntata al pieno rispetto delle leggi e delle regole
    2. l’elaborazione di organiche politiche industriali, finalizzate allo sviluppo del sistema produttivo, in coerenza agli indirizzi della UE, con particolare attenzione alle politiche di coesione ed a quelle per lo sviluppo economico territoriale
    3. la promozione della semplificazione delle procedure amministrative, con particolare riferimento alla riduzione delle tempistiche
    4. la partecipazione a politiche di valorizzazione della cultura della legalità e di sostenibilità etico-sociale, economico-finanziaria, ambientale ed energetica, come leve competitive per lo sviluppo del Paese
    5. l’ammodernamento e la semplificazione del sistema di relazioni industriali, con obiettivi di recupero e crescita della competitività
    6. il sostegno a un sistema di relazioni moderne tra mondo imprenditoriale e sistema creditizio e finanziario
    7. il supporto all’internazionalizzazione delle imprese e la promozione dell’attrattività del sistema Paese
    8. l’accompagnamento all’evoluzione tecnologica, l’implementazione del tasso di innovazione e l’apertura al mercato digitale globale
    9. lo sviluppo della formazione dei vertici associativi e del capitale umano del sistema e delle imprese.

    A tal fine, nell’esercizio dei propri ruoli di indirizzo e coordinamento, Confindustria assicura:

    1. capillarità ed incisività di azione attraverso: presenza diffusa sul territorio e nei settori, vicinanza alle esigenze delle imprese, prossimità e presidio diretto degli snodi istituzionali ai diversi livelli, adeguata vocazione e proiezione internazionale
    2. monitoraggio e governo della struttura del sistema e dei suoi meccanismi di funzionamento allo scopo di: realizzare continue semplificazioni strutturali e funzionali, eliminare sovrapposizioni e ridondanze, assicurare uniformità di governance, ricondurre ad una organica ed unitaria visione strategica le azioni di rappresentanza esercitate attraverso la pluralità degli attori del sistema associativo
    3. garanzia della qualità ed efficienza dei servizi tipici, da erogare con modalità di omogeneità ed economicità, e promozione di servizi innovativi, ad alto valore aggiunto e forte capacità di fidelizzazione
    4. flessibilità delle strutture tecnico-operative, funzionamento rapido ed efficace, snellezza delle procedure organizzative interne
    5. verifica dei requisiti per l’accesso e la permanenza nel sistema associativo e valutazione della coerenza dei comportamenti per assicurare il più ampio coinvolgimento degli imprenditori e garantire adeguata rotazione nelle cariche.

    Confindustria non ha fini di lucro. Può tuttavia promuovere o partecipare ad attività di natura imprenditoriale purché strumentalmente finalizzate ad una migliore realizzazione dei propri scopi associativi.

TITOLO II - SISTEMA ASSOCIATIVO

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    Art. 3 - Perimetro della rappresentanza e categorie di soci

    Protagoniste nella determinazione delle scelte politico-strategiche di rappresentanza e destinatarie delle attività del sistema associativo di Confindustria sono le imprese.

    Il perimetro della rappresentanza è inclusivo e vede la compartecipazione organica di imprese rappresentative di diversi settori merceologici ed aree di attività, di ogni dimensione ed assetto societario e proprietario.

    Sono soci del sistema associativo di Confindustria, attraverso l’adesione alle Associazioni che lo compongono, le imprese industriali e le imprese produttrici di beni e servizi con una organizzazione complessa e che:

    1. siano costituite con riferimento ad una delle forme societarie previste dall’ordinamento generale
    2. diano puntuale attuazione ai principi organizzativi dettati dal codice civile per l’esercizio dell’attività imprenditoriale
    3. si ispirino alle regole del mercato e della concorrenza attraverso comportamenti orientati ad integrità, autonomia e trasparenza, senza condizionamenti derivanti da conflitti di interesse con gli scopi perseguiti dall’organizzazione di appartenenza, anche secondo quanto disposto dal Codice etico e dei valori associativi
    4. dispongano di una adeguata struttura organizzativa, evidenziando un sufficiente potenziale di crescita.

    Spetta al Consiglio di indirizzo etico e dei valori associativi di cui all’art. 14 la valutazione di conformità ai principi, valori e scopi di Confindustria di ogni eventuale allargamento del perimetro della rappresentanza, così come individuato dal presente articolo.

    Per l’approvazione delle domande di adesione a Confindustria di associazioni rappresentative di nuovi settori, di competenza del Consiglio generale, è richiesto il voto favorevole dei 4/5 dei presenti che rappresentino almeno la metà dei componenti.

    A livello territoriale, al fine di garantire la simmetria della rappresentanza associativa rispetto al perimetro nazionale e per uniformare le modalità di accesso e partecipazione al sistema associativo delle diverse tipologie di imprese, le Associazioni di territorio di cui al successivo articolo devono prevedere nei rispettivi statuti tre distinte categorie di soci:

    1. soci effettivi, con pieni diritti e doveri associativi: vi rientrano le imprese di cui al comma 3 del presente articolo che dispongano di una Associazione o Federazione di settore di riferimento già aderente a Confindustria, nonché quelle imprese il cui rapporto contributivo con il sistema associativo sia regolato da specifiche convenzioni sottoscritte a livello nazionale
    2. soci ordinari di territorio, con pieni doveri ma diritti di elettorato attivo e passivo delimitati secondo le previsioni del regolamento unico per le componenti del sistema: vi rientrano le imprese di cui al comma 3 del presente articolo che non abbiano una corrispondente Associazione nazionale aderente a Confindustria
    3. soci aggregati, con limitati e specifici diritti e doveri: vi rientrano le imprese che presentino solo caratteristiche di strumentalità, complementarità e raccordo economico con quelle di cui ai due precedenti alinea.

    Le Associazioni e Federazioni di settore di cui al successivo articolo prevedono nei rispettivi statuti solo le categorie di soci effettivi e soci aggregati.

    Spetta ai Probiviri degli Associati effettivi la verifica sul possesso dei requisiti per l’accesso e la permanenza nel sistema previsti dal presente articolo, nonché dal Codice etico e dei valori associativi.

    Le modalità di istruttoria ed approvazione delle domande di adesione sono contenute nel regolamento di attuazione del presente statuto; gli indirizzi da adottare a livello di territorio e di settore per la gestione del perimetro associativo sono contenuti nel regolamento unico per le componenti del sistema.

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    Art. 4 - Modello organizzativo e Associati effettivi di Confindustria

    Il modello organizzativo di Confindustria realizza un sistema associativo confederativo che intende coniugare la necessaria adattività all’assetto istituzionale ed all’articolazione merceologica del sistema economico-produttivo con un profilo funzionale rispondente alle esigenze delle imprese.

    Si esprime attraverso formule associative non uniformi ma flessibili e dinamiche per garantire coerenza con l’evoluzione del contesto esterno di riferimento e con le trasformazioni del Paese.

    Sono componenti del sistema, in qualità di Associati effettivi di Confindustria con perimetro variabile e non predefinito, le Associazioni di territorio e le Associazioni e le Federazioni di settore cui aderiscono direttamente le imprese di cui all’art. 3, nonché le Rappresentanze di settore di cui all’art. 5 che realizzano processi di trasformazione del proprio profilo secondo le modalità e i contenuti previsti dal regolamento unico per il sistema.

    Per garantire piena autonomia, effettiva capacità di rappresentanza e tutela, opportuno bilanciamento tra prossimità ed efficienza, nonché adeguata contribuzione al finanziamento di Confindustria, gli Associati effettivi sono incentivati, attraverso specifici meccanismi premianti, ad intraprendere percorsi aggregativi, con obiettivi di migliore operatività e di più efficace razionalizzazione organizzativa, in coerenza con quanto previsto dagli artt. 1 e 2.

    Tutti gli Associati effettivi di Confindustria hanno diritto di piena partecipazione alle determinazioni organizzative e di posizionamento strategico del sistema attraverso i propri rappresentanti nell’Assemblea dei Delegati di cui all’art. 8.

    Hanno inoltre diritto ad una presenza diretta nel Consiglio generale gli Associati effettivi che superano una soglia quantitativa calcolata sulla capacità di raccolta contributiva e di partecipazione al finanziamento di Confindustria, secondo il seguente schema:

    1. Associazioni di territorio che, autonomamente o a seguito di processi di aggregazione, superano la soglia dell’1% del totale dei contributi raccolti da tutte le Associazioni di territorio, nonché l’1% del totale dei contributi complessivamente versati dalle stesse a Confindustria
    2. Federazioni di settore che realizzano le condizioni di cui al precedente alinea
    3. Associazioni di settore che superano la soglia del 2%, calcolata secondo gli stessi criteri previsti per le Associazioni di territorio.

    E’ facoltà del Consiglio generale, dopo un triennio dalla data di approvazione del presente statuto, intervenire in aumento sulla determinazione della soglia di cui al precedente comma nonché, prevedere ulteriori meccanismi di valorizzazione degli sforzi aggregativi. La deliberazione è assunta con il voto favorevole dei 4/5 dei presenti che rappresentino almeno la metà dei componenti.

    Viene altresì riconosciuto accesso al Consiglio generale a:

    1. Associazioni di territorio di perimetro regionale, nonché quelle delle Province autonome di Trento e Bolzano, anche senza superamento della soglia di cui al precedente comma 6
    2. Rappresentanze di settore di cui all’art. 5 che realizzano processi di trasformazione del proprio profilo federativo, con evoluzione in Federazione di settore, secondo le modalità e i contenuti previsti dal regolamento unico per le componenti del sistema e con superamento della soglia prevista per le Federazioni di settore.

    E’ altresì facoltà del Comitato per l’implementazione della riforma e per il supporto ai processi aggregativi, di cui alla prima delle norme transitorie e di attuazione del presente statuto, premiare con la partecipazione al Consiglio generale, in via definitiva o per un periodo transitorio, quelle iniziative aggregative tra Associazioni di territorio che, pur non raggiungendo la soglie richieste, esprimano una volontà organizzativa coerente con gli obiettivi di cui ai precedenti commi, nonché il massimo sforzo possibile nel contesto territoriale di riferimento, con particolare considerazione per le caratteristiche geografiche e specificità linguistiche di alcune aree del Paese. Tali premialità possono essere concesse anche alle iniziative aggregative già concluse al momento dell’approvazione del presente statuto.

    Le premialità di cui al presente articolo vengono automaticamente revocate qualora il Comitato per l’implementazione della riforma e per il supporto ai processi aggregativi rilevi che non sussistono più le condizioni che ne hanno determinato l’attribuzione.

    Lo strumento organizzativo di implementazione progressiva dei processi aggregativi è rappresentato da protocolli che devono essere conclusi secondo lo schema-tipo predisposto da Confindustria ed approvati con delibera assembleare degli Associati partecipanti. Tali protocolli devono avere l’obiettivo di pervenire nel tempo massimo di tre anni alla costituzione di un soggetto associativo unico, articolato al suo interno in rappresentanze territoriali, di perimetro non necessariamente corrispondente a quello delle Associazioni di territorio coinvolte, che devono garantire, con sedi operative, partecipazione associativa della comunità imprenditoriale locale e diretta erogazione di servizi.

    Le caratteristiche organizzative e i requisiti di assetto e profilo strutturale che realizzano il nuovo soggetto associativo sono disciplinati nel regolamento unico per le componenti del sistema.

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    Art. 5 - Altre componenti del sistema associativo

    Altre componenti del sistema associativo sono:

    1. Rappresentanze regionali
    2. Rappresentanze di settore e di progetto
    3. Rappresentanze internazionali
    4. Associati aggregati.

    Le Rappresentanze regionali sono necessariamente costituite nelle regioni in cui siano presenti più Associazioni di territorio aderenti a Confindustria. In presenza di una sola Associazione di territorio con perimetro regionale, il ruolo organizzativo della Rappresentanza regionale e le relative funzioni si esprimono attraverso la stessa Associazione.

    Alle Rappresentanze regionali, comunque denominate e organizzate, è conferita l’interlocuzione con il sistema istituzionale regionale per tutte le aree tematiche assegnate alla propria competenza. E’ altresì facoltà delle Associazioni di territorio conferire alla propria Rappresentanza regionale ulteriori funzioni di rappresentanza e di servizio, con la finalità di realizzare sinergie ed integrazioni funzionali tra le stesse Associazioni.

    Esclusivamente per attività che abbiano implicazioni per una singola Associazione di territorio, è ammessa un’interlocuzione diretta dell’Associazione interessata con la regione, con adeguato coordinamento con la Rappresentanza regionale di appartenenza.

    Le Rappresentanze regionali costituiscono inoltre la sede organizzativa di raccordo tra il sistema territoriale e quello settoriale della rappresentanza confederale con l’obiettivo di garantire un presidio condiviso verso il governo regionale. In relazione al modulo organizzativo della Rappresentanza regionale, le Associazioni di territorio costituenti sono tenute a garantire risorse e competenze, finanziarie e professionali, necessarie a garantire massima efficacia funzionale e prestazioni proprie di una sede organizzativa altamente qualificata.

    E’ previsto un solo organo direttivo, il Consiglio di Presidenza della Rappresentanza regionale, composto dal Presidente della stessa, dai Presidenti delle Associazioni di territorio, nonché dai Presidenti della Piccola Industria e dei Giovani Imprenditori.

    Su delibera del Consiglio di Presidenza, ciascuna Rappresentanza regionale può essere organizzata secondo modelli flessibili aderenti alle situazioni esistenti nelle diverse realtà territoriali attraverso una struttura leggera che possa, d’intesa con le Associazioni di territorio costituenti, utilizzare le loro competenze, in una logica di condivisione delle eccellenze e delle risorse.

    In caso di due Associazioni di territorio la presidenza della Rappresentanza regionale è affidata a rotazione ai Presidenti delle Associazioni di territorio o, sulla base di specifico accordo, a quello dell’Associazione capoluogo di regione.

    In caso di tre o più Associazioni di territorio, la presidenza della Rappresentanza regionale è affidata a uno dei Presidenti delle Associazioni di territorio oppure ad un Presidente appositamente eletto dai Presidenti delle Associazioni stesse tra figure esperte e che abbiano ricoperto cariche apicali di vertice associativo territoriale.

    Il mandato del Presidente deve avere una durata minima biennale e massima quadriennale, senza possibilità di ulteriori rielezioni.

    Le Associazioni di settore, indipendentemente dal superamento della soglia del 2% prevista dall’art. 4, sono tenute a costituire e a partecipare alle Rappresentanze di settore con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di sinergie di filiera, nonché l’evoluzione verso modelli organizzativi di maggiore integrazione.

    A tal fine, Confindustria persegue l’obiettivo di una sinergica concentrazione della rappresentanza settoriale in un numero adeguato di Federazioni di settore di cui all’art. 4, capaci di ricomporre interessi, anche eterogenei e divergenti, di categorie imprenditoriali affini per appartenenza settoriale, e di divenire soggetti ampi ed autorevoli di interlocuzione a livello locale, nazionale ed internazionale e attori forti nella rappresentanza politico-organizzativa.

    Le Rappresentanze di settore che non dovessero attivare processi evolutivi verso il modello di Federazione di settore, secondo quanto previsto dall’art. 4 e con le modalità contenute nel regolamento unico per le componenti del sistema, assumono lo status di componenti del sistema associativo con una funzione di coordinamento delle Associazioni di settore che le compongono, senza avere accesso diretto al Consiglio generale.

    Le Rappresentanze di progetto, inquadrate come Federazioni di scopo alla data di approvazione del presente statuto, sono riconosciute come componenti del sistema, ma non sono più ammesse nuove costituzioni al fine di evitare la proliferazione dei livelli organizzativi e di rappresentanza, nonché il rischio di confusioni e sovrapposizioni.

    Le Rappresentanze internazionali sono le Associazioni costituite all’estero o finalizzate all’internazionalizzazione in una determinata area geografica. Esse sono parte integrante della Struttura di coordinamento internazionale di Confindustria come disciplinata nel regolamento di attuazione del presente statuto.

    Devono recepire nei propri statuti tutti i principi e le regole previste per gli Associati effettivi e sono soggette agli stessi meccanismi di controllo sui requisiti per l’adesione e la permanenza nel sistema. Sono tenute a particolari funzioni di servizio al sistema associativo con specifico riferimento a processi di collaborazione e di informazione, coordinati da Confindustria e destinati agli Associati effettivi.

    Sono Associati aggregati le associazioni tra imprese o tra associazioni di imprese, enti diversi ed altre istituzioni organizzate che, pur esprimendo interessi non riconducibili al perimetro della rappresentanza confederale, presentino tuttavia elementi e caratteristiche di affinità che rendono opportuna ed utile l’instaurazione di un collegamento organizzativo con Confindustria. Agli Associati aggregati non sono destinate prestazioni dirette di rappresentanza politica e di assistenza e tutela.

    Le Rappresentanze internazionali e gli Associati aggregati non dispongono di diritti di elettorato attivo e passivo e sono tenuti a corrispondere un contributo annuo secondo quanto previsto dalla delibera contributiva approvata dall’Assemblea dei Delegati di cui all’art. 8.

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    Art. 6 - Requisiti inderogabili di appartenenza al sistema associativo

    Gli statuti degli Associati effettivi di Confindustria devono necessariamente prevedere:

    1. adozione del Codice etico e dei valori associativi come parte integrante dello statuto
    2. utilizzo del logo confederale e degli atri segni distintivi del sistema associativo, con le modalità contenute nel regolamento di attuazione del presente statuto
    3. vision e mission coerenti e raccordate con quanto previsto dall’art. 1
    4. attività istituzionali complementari ed integrate con quelle attribuite a Confindustria
    5. impegno al rispetto dei ruoli organizzativi degli altri Associati effettivi e delle altre componenti del sistema
    6. dovere di partecipazione al finanziamento delle attività di Confindustria, secondo la propria capacità contributiva
    7. una sola delega, oltre la propria, in sede assembleare; i gruppi e le imprese multilocalizzate con più unità locali nello stesso territorio possono essere rappresentate da un unico soggetto
    8. due soli organi direttivi, rispettivamente a composizione ristretta ed allargata, con denominazioni uniformi secondo quanto previsto dal regolamento unico per le componenti del sistema
    9. requisito del completo inquadramento per l’accesso al vertice associativo e all’organo collegiale ristretto
    10. meccanismi organizzativi di formazione e funzionamento degli organi conformi alle indicazioni confederali
    11. inderogabilità dello scrutinio segreto per le votazioni concernenti cariche negli organi direttivi e di controllo
    12. istituzione di una Commissione di designazione per l’elezione del Presidente
    13. elezione contestuale in Assemblea del Presidente e dei Vice Presidenti
    14. istituzione dei Probiviri e dei Revisori contabili
    15. meccanismi di controllo e revisione contabile secondo le formule previste dall’ordinamento generale
    16. redazione dei bilanci con i contenuti previsti dal regolamento unico per le componenti del sistema
    17. trasmissione a Confindustria del bilancio consuntivo e della delibera contributiva
    18. aggiornamento periodico del Registro imprese confederale e di altri dati di interesse organizzativo
    19. meccanismi di rotazione in tutte le cariche associative, con la seguente cadenza: mandato di massimo 4 anni senza possibilità di ulteriori rielezioni per il Presidente, di 4 anni con possibilità di una sola rielezione per i Vice Presidenti e i componenti degli organi di controllo e di 2 anni con possibilità di tre ulteriori rielezioni per gli organi direttivi
    20. divieto di adesioni contemporanee ad organizzazioni concorrenti con quella confederale e costituite per analoghi scopi
    21. maggioranze qualificate per l’ammissione dei soci ordinari di territorio, modificazioni statutarie e scioglimento dell’Associazione
    22. assetti organizzativi e modelli di funzionamento degli organismi di rappresentanza della Piccola Industria e dei Giovani Imprenditori a livello territoriale coerenti con quelli adottati a livello di Confindustria.
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    Art. 7 - Rapporto associativo

    Spetta al Consiglio generale l’approvazione delle domande di adesione a Confindustria in qualità di Associato effettivo, con la maggioranza qualificata prevista dall’art. 3 in caso di eventuale allargamento del perimetro confederale. Il Consiglio generale è altresì competente per l’approvazione delle domande di adesione degli Associati aggregati ed il conferimento dello status di Rappresentanza internazionale, nonché per l’approvazione degli statuti delle Rappresentanze regionali e delle Rappresentanze di settore.

    Sono disciplinati dal regolamento di attuazione del presente statuto i contenuti delle domande di adesione, nonché le modalità dell’istruttoria per pervenire alla delibera di ammissione del Consiglio generale che può essere impugnata davanti ai Probiviri.

    L’adesione in qualità di Associato effettivo o aggregato ha la durata di due anni e si intende rinnovata tacitamente di biennio in biennio se non viene disdetta entro il 30 giugno di ogni anno solare con lettera raccomandata, fatta salva in ogni caso la facoltà di recesso.

    Gli Associati effettivi e le altre componenti del sistema hanno diritto di ricevere tutte le prestazioni di rappresentanza e di servizio assegnate a Confindustria. Hanno inoltre diritto di partecipare alla vita associativa, con i limiti e secondo le modalità previste dal presente statuto e di vedere attestata la loro appartenenza al sistema associativo.

    L’Associato effettivo che aderisce per la prima volta è tenuto a corrispondere – oltre al contributo annuale – una quota di ammissione una tantum fissata dalla delibera contributiva di cui all’art. 8.

    Gli Associati effettivi e le altre componenti del sistema sono tenuti ad osservare il presente statuto, i regolamenti, il Codice etico e dei valori associativi, nonché tutte le deliberazioni assunte dagli organi confederali di cui ai successivi articoli. Sono altresì obbligati ad adottare sistemi di governance coerenti con quelli di Confindustria.

    In caso di eventuali violazioni, spetta al Consiglio generale l’irrogazione di sanzioni organizzative di crescente gravità, secondo lo schema contenuto nel regolamento di attuazione del presente statuto, in rapporto ai contenuti dell’inadempimento fino alla cessazione del rapporto associativo. E’ ammesso ricorso ai Probiviri.

    Le cause di cessazione del rapporto associativo sono disciplinate nel regolamento di attuazione del presente statuto.

TITOLO III - Governance

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    Art. 8 - Assemblea dei Delegati

    L’Assemblea dei Delegati è costituita dai Presidenti degli Associati effettivi, o da un loro rappresentante formalmente delegato, e si riunisce in convocazione ordinaria almeno due volte l’anno. Nell’anno di elezione del Presidente e dei Vice Presidenti, nonché in quello di rinnovo del Consiglio generale e degli organi di controllo, viene convocata nel mese di maggio.

    Partecipano, senza diritto di voto, i componenti del Consiglio generale che non siano Presidenti di Associati effettivi o loro delegati, nonché i Presidenti delle altre componenti del sistema.

    Ciascun Presidente esprime il numero di voti assegnati alla propria organizzazione sulla base del contributo dovuto nell’anno precedente a Confindustria secondo il seguente schema operativo:

    • fino a 10 volte il contributo minimo saranno assegnati tanti voti quante volte è stato versato il contributo minimo o frazione superiore alla metà
    • da 11 volte il contributo minimo e fino a 100 volte saranno assegnati tanti voti quante volte è stato versato il contributo minimo maggiorato del 12,5% o frazione superiore alla metà
    • oltre 100 volte il contributo minino saranno assegnati tanti voti quante volte è stato versato il contributo minimo maggiorato del 25% o frazione superiore alla metà.

    Una volta l’anno, ordinariamente nel mese di maggio, l’Assemblea dei Delegati è convocata in seduta allargata ed è ammessa la partecipazione di un numero massimo di 10 delegati per ciascun Associato effettivo e di 5 invitati per le altre componenti del sistema associativo.

    In presenza di particolari esigenze di confronto e condivisione sul posizionamento politico-strategico di Confindustria, l’Assemblea dei Delegati può essere convocata anche in via straordinaria, su richiesta di almeno 1/5 del totale dei voti spettanti a tutti gli Associati effettivi, nonché su iniziativa del Presidente o del Consiglio generale.

    Le norme di convocazione, costituzione, svolgimento, deliberazione e verbalizzazione sono contenute nel regolamento di attuazione del presente statuto.

    Sono competenze distintive dell’Assemblea dei Delegati:

    1. eleggere, ogni quadriennio pari, il Presidente e i Vice Presidenti ed approvare il relativo programma di attività
    2. eleggere, ogni quadriennio dispari, i Probiviri e i Revisori contabili
    3. eleggere, ogni biennio dispari, i 20 rappresentanti generali di cui all’art. 9
    4. approvare la delibera contributiva e il bilancio consuntivo
    5. modificare lo statuto
    6. deliberare lo scioglimento di Confindustria e nominare i liquidatori.

    L’Assemblea dei Delegati può inoltre assumere direttive per il rafforzamento del sistema associativo e per una migliore realizzazione di quanto previsto negli artt. 1 e 2 del presente statuto, con particolare riferimento all’implementazione dell’impianto valoriale dell’organizzazione. A tal fine, può promuovere azioni organizzative ritenute utili per un più efficace raggiungimento degli scopi statutari e per favorire la partecipazione degli Associati effettivi alla vita del sistema.

    Si esprime, infine, sulla coerenza della titolarità dei ruoli organizzativi e delle attività istituzionali, nonché su eventuali necessità di maggiore focalizzazione della vision, della mission e del perimetro della rappresentanza del sistema associativo.

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    Art. 9 - Consiglio generale

    Fanno parte di diritto del Consiglio generale i componenti del Consiglio di Presidenza, nonché tutti i Past President di Confindustria. E’ inoltre composto da:

    1. fino ad un massimo di 100 rappresentanti espressi dagli Associati effettivi in possesso dei requisiti di cui all’art. 4, commi 6, 8 e 9
    2. 20 rappresentanti generali eletti dall’Assemblea dei Delegati
    3. 16 rappresentanti della Piccola Industria e 6 rappresentanti dei Giovani Imprenditori eletti secondo le modalità previste dai rispettivi regolamenti
    4. 6 membri nominati dal Presidente tra persone che siano espressione particolarmente significativa del sistema associativo
    5. i Presidenti delle Rappresentanze regionali, nel caso in cui le stesse siano costituite da tre o più Associazioni di territorio che superano le soglie di cui all’art. 4, nonché per un massimo di due bienni i Presidenti delle Rappresentanze regionali nell’ambito delle quali, per effetto dei processi di aggregazione, rimangano solo due Associazioni di territorio che superino le predette soglie
    6. il Presidente dell’organizzazione di rappresentanza sindacale delle sezioni meccaniche delle Associazioni di territorio, Federmeccanica.

    Spetta all’Assemblea dei Delegati determinare, non oltre il 15 febbraio dell’anno di ricostituzione del Consiglio generale, il numero dei membri di cui al comma 1, lett. a, del presente articolo, anche tenendo conto dell’andamento dei processi aggregativi di cui all’art. 4. L’assegnazione dei seggi disponibili viene effettuata in proporzione ai voti espressi nell’Assemblea dei Delegati dagli Associati effettivi aventi accesso diretto al Consiglio generale.

    La definizione di processi di aggregazione con diritto alla partecipazione al Consiglio generale, realizzata in corso di mandato, comporta per il biennio di riferimento un automatico accrescimento del numero dei componenti di cui al comma 1, lett. a, del presente articolo, con il limite di un seggio per ogni progetto.

    I 20 rappresentanti generali di cui al comma 1, lett. b, del presente articolo devono assicurare la presenza adeguata ed equilibrata in Consiglio generale di quelle espressioni della base associativa non riconducibili ad una specifica sede di rappresentanza formalizzata. A tal fine, l’Assemblea dei Delegati, con la stessa delibera di cui al precedente comma 2, provvede alla ripartizione degli stessi tra le medie e grandi imprese, le imprese multinazionali estere e le imprese a rete che hanno sottoscritto con Confindustria specifiche convenzioni a livello nazionale.

    Tutti gli Associati effettivi fanno pervenire al Consiglio di indirizzo etico e dei valori associativi le proprie proposte di candidatura per la formazione delle liste dei rappresentanti generali da sottoporre al voto dell’Assemblea dei Delegati di ogni anno dispari. Spetta al Comitato di indirizzo etico e dei valori associativi procedere alla verifica e all’eventuale selezione delle indicazioni pervenute. Per il numero dei candidati e le modalità di voto trovano applicazione le norme di cui al regolamento di attuazione del presente statuto.

    All’interno dei rappresentanti della Piccola Industria e dei Giovani Imprenditori di cui al comma 1, lett. c, del presente articolo un seggio è riservato al Past President di tali organismi fino alla scadenza dei rispettivi Presidenti in carica.

    Il Consiglio generale dura in carica due anni e scade in occasione dell’Assemblea dei Delegati di maggio di ogni anno dispari; i componenti possono essere rieletti allo stesso titolo per un massimo di altri tre bienni consecutivi al primo. Si riunisce, di regola, ogni mese.

    Le norme di convocazione, costituzione, svolgimento, deliberazione e verbalizzazione delle riunioni del Consiglio generale, nonché su eleggibilità, decadenza e sostituzione dei componenti sono contenute nel regolamento di attuazione del presente statuto.

    Sono competenze distintive del Consiglio generale:

    1. proporre all’Assemblea dei Delegati il Presidente e i Vice Presidenti, nonché il relativo programma di attività
    2. elaborare le azioni strategiche di medio e lungo periodo
    3. deliberare l’articolazione in aree di attività della struttura di Confindustria su proposta del Consiglio di Presidenza
    4. nominare i rappresentanti esterni
    5. approvare il bilancio preventivo
    6. proporre all’Assemblea dei Delegati il bilancio consuntivo e la delibera contributiva
    7. deliberare su materie di carattere patrimoniale e finanziario di straordinaria amministrazione
    8. approvare regolamenti e direttive di attuazione del presente statuto
    9. accogliere le domande di adesione
    10. deliberare le sanzioni.
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    Art. 10 - Consiglio di Presidenza

    Fanno parte di diritto del Consiglio di Presidenza, oltre al Presidente di Confindustria, il Presidente della Piccola Industria, il Presidente dei Giovani Imprenditori ed il Presidente del Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale, che sono Vice Presidenti di diritto.

    Fanno altresì parte del Consiglio di Presidenza 6 Vice Presidenti eletti ogni quadriennio pari dall’Assemblea dei Delegati su proposta del Consiglio generale che, in una riunione successiva a quella in cui designa il Presidente, approva le proposte di quest’ultimo insieme all’indicazione delle relative deleghe.

    Al fine di presidiare le attività istituzionali di cui al comma 1 dell’art. 2, è facoltà del Presidente attribuire deleghe specifiche ai Vice Presidenti per lo sviluppo delle tematiche identificate come prioritarie per l’attuazione della mission e del ruolo di Confindustria.

    Nel caso in cui uno o più Vice Presidenti vengano a mancare per qualsiasi motivo nel corso del loro mandato, il Presidente sottopone al Consiglio generale la nomina dei loro sostituti.

    Spetta al Presidente, nell’ambito della definizione della composizione del Consiglio di Presidenza, assicurare la presenza di almeno un componente espressione del Mezzogiorno.

    Sono ammessi inviti alle singole riunioni in considerazione dei temi all’ordine del giorno. Restano esclusi incarichi specifici o altre forme di coinvolgimento strutturato nell’attività e nelle competenze del Consiglio di Presidenza al di fuori dei componenti di cui ai precedenti commi.

    Il Consiglio di Presidenza si riunisce, di regola, con cadenza quindicinale. Dura in carica quattro anni e scade in occasione dell’Assemblea dei Delegati di maggio di ogni quadriennio pari. I Vice Presidenti non possono durare in carica consecutivamente per più di otto anni, mentre quelli di diritto scadono con il venir meno della loro carica.

    Le norme di convocazione, costituzione, svolgimento, deliberazione e verbalizzazione delle riunioni del Consiglio di Presidenza sono contenute nel regolamento di attuazione del presente statuto.

    Sono competenze distintive del Consiglio di Presidenza:

    1. proporre ed attuare le linee strategiche dell’azione di Confindustria
    2. coordinare le attività confederali
    3. redigere la proposta di bilancio consuntivo e della delibera contributiva per la successiva approvazione del Consiglio generale
    4. nominare e revocare il Direttore generale e, su proposta di questi, il Vice Direttore generale e i Direttori delle aree di attività in cui è articolata la struttura.

    Al fine di affiancare e coadiuvare i componenti del Consiglio di Presidenza, è facoltà dello stesso Consiglio costituire Gruppi tecnici, in raccordo alle deleghe di cui al precedente comma 3, fino ad un massimo di trenta componenti scelti tra rappresentanti di imprese associate e risorse della struttura, secondo criteri di competenza e di adeguata rappresentanza dei diversi interessi del sistema associativo.

    Attraverso i Gruppi tecnici si esprime la partecipazione attiva ed il coinvolgimento diretto del sistema associativo nella definizione delle linee di conduzione strategica dell’organizzazione confederale. A tal fine, i lavori dei Gruppi tecnici sono aperti alla più ampia condivisione e raccolta di contributi e posizioni.

    Spetta al Vice Presidente per l'Organizzazione assicurare la puntuale realizzazione degli obiettivi organizzativi di cui ai precedenti commi.

    I Gruppi Tecnici sono presieduti da un componente del Consiglio di Presidenza o, su delega dello stesso Consiglio, da altre figure espressione del mondo associativo, di particolare esperienza sulle tematiche di riferimento di ciascun Gruppo Tecnico.

    I Presidenti dei Gruppi Tecnici hanno la responsabilità di determinarne il numero dei componenti fino al raggiungimento del numero massimo e, qualora non ne facciano già parte ad altro titolo, sono invitati a partecipare alle riunioni del Consiglio Generale.

    Al fine di realizzare un più efficace svolgimento dei lavori e di garantire il più ampio coordinamento tra i livelli del sistema confederale, i componenti dei Gruppi Tecnici possono essere accompagnati alle riunioni da figure tecniche dell’Associazione di appartenenza.

    È inoltre facoltà del Presidente di ciascun Gruppo Tecnico costituire un expert panel, fino ad un massimo di cinque componenti, scelti anche al di fuori del sistema associativo, con compiti di approfondimento su temi specifici e preparazione di position paper.

    L'assenza ingiustificata a tre riunioni consecutive comporta la decadenza dall'incarico di componente di Gruppo tecnico.

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    Art. 11 - Presidente

    Il Presidente di Confindustria è eletto, di norma nel mese di maggio di ogni quadriennio pari, dall’Assemblea dei Delegati su proposta del Consiglio generale e dura in carica per un quadriennio senza possibilità di ulteriori rielezioni.

    A tal fine, la Commissione di designazione di cui all’art. 12 rimane in carica per otto settimane dalla data del suo insediamento, termine massimo entro il quale il Consiglio generale deve esprimere il voto per la designazione del nuovo Presidente.

    Nelle prime due settimane, con apposita comunicazione agli Associati effettivi, la Commissione di designazione sollecita l’invio di eventuali autocandidature e ne verifica, d’intesa con il Consiglio di indirizzo etico e dei valori associativi e con i Probiviri, il profilo personale e professionale, il possesso dei requisiti richiesti dal regolamento di attuazione del presente statuto per accedere alla massima carica confederale, nonché la piena e conforme adesione all’impianto etico e valoriale del sistema associativo.

    La stessa Commissione di designazione comunica agli interessati la conclusione degli accertamenti preliminari e dispone di quattro settimane per effettuare la più ampia consultazione dei componenti del Consiglio generale e dei membri dell’Assemblea dei Delegati non rappresentati in Consiglio generale, raccogliendo riservatamente ogni valutazione ed indicazione di preferenza sulle candidature selezionate.

    Laddove non dovesse emergere su nessun nominativo un significativo consenso, spetta alla Commissione di designazione verificare l’emersione di eventuali altre candidature che saranno sottoposte alle medesime verifiche di cui al precedente comma 3.

    Al termine delle consultazioni, la Commissione di designazione individua uno o più nominativi invitandoli ad ufficializzare in via definitiva l’accettazione della candidatura e ad illustrare il proprio programma di fronte al Consiglio generale almeno due settimane prima del voto a scrutinio segreto che proporrà all’Assemblea dei Delegati il nominativo del Presidente designato. Devono essere ammessi alla presentazione della propria candidatura, previa verifica di cui al precedente comma 3, anche coloro che certifichino per iscritto di poter disporre di un consenso pari ad almeno il 20% dei voti rappresentati nell’Assemblea dei Delegati, in regola con il versamento dei contributi associativi.

    Nel caso in cui l’Assemblea dei Delegati deliberi a maggioranza semplice di respingere la proposta del Consiglio generale, entro i 30 giorni successivi deve essere sorteggiata una nuova Commissione di designazione dalla stessa rosa di nominativi individuata all’inizio della procedura di rinnovo di cui al comma 4 dell’art. 12.

    Il Presidente ha a tutti gli effetti la rappresentanza legale di Confindustria di fronte ai terzi e in giudizio, con facoltà di agire e resistere in giudizio, nominando avvocati e procuratori alle liti. Può conferire deleghe per il compimento di singoli atti nell’ambito dell’ordinaria amministrazione e provvede all’esecuzione delle deliberazioni degli organi, nonché alla vigilanza sull’andamento delle attività confederali.

    In caso di motivata urgenza il Presidente può esercitare i poteri del Consiglio di Presidenza, con ratifica di quest’ultimo nella prima riunione successiva.

    In caso di assenza od impedimento, il Presidente è sostituito dal Vice Presidente più anziano di età tra i 6 Vice Presidenti elettivi. Venendo a mancare il Presidente per qualsiasi motivo, l’Assemblea dei Delegati per la nuova elezione deve tenersi nei quattro mesi successivi e il Presidente eletto dura in carica fino al completamento del mandato residuo del predecessore.

    Le cariche di Presidente e di Vice Presidente non sono cumulabili con alcuna altra carica del sistema.

    Al fine di supportare adeguatamente la definizione delle strategie e delle proposte di Confindustria, il Presidente può costituire un Advisory board, con un massimo di 20 componenti scelti tra esponenti del sistema associativo o provenienti dal mondo accademico e dalla società civile. Tra i componenti dell’Advisory board il Presidente nomina un Delegato per la legalità. Partecipano all’Advisory board come invitati del Presidente tutti i Past President di Confindustria.

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    Art. 12 - Commissione di designazione

    Spetta alla Commissione di designazione presiedere al corretto ed efficace svolgimento del processo organizzativo per l’elezione del Presidente, secondo le fasi, le modalità e i tempi previsti dall’art. 11.

    Alla Commissione di designazione sono attribuite funzioni proattive di selezione qualitativa delle candidature e di analisi e possibile sintesi delle indicazioni di preferenza, delle valutazioni programmatiche e delle aspettative di rappresentanza espresse nel corso delle consultazioni.

    A tale fine, il Consiglio di indirizzo etico e dei valori associativi di cui all’art. 14, in composizione allargata a tutti i Past President di Confindustria e dopo aver raccolto, senza particolari formalità di procedura, eventuali candidature provenienti dal sistema associativo, provvede, in tempo utile per i successivi adempimenti, alla individuazione di una rosa di nominativi, da un minimo di 6 ad un massimo di 9 e con esclusione dei Presidenti in carica degli Associati effettivi. Tali nominativi devono essere espressione particolarmente qualificata, per storia imprenditoriale ed associativa, di imprese aderenti agli Associati effettivi e in possesso dei requisiti personali, organizzativi e professionali previsti dal Codice etico e dei valori associativi.

    Una volta definita nella sua composizione, la rosa di nomi di cui al precedente comma viene comunicata al Presidente al quale spetta convocare il Consiglio di Presidenza e tutti i nominativi inseriti nella rosa stessa per effettuare un sorteggio per la determinazione dei 3 componenti della Commissione di designazione. Quest’ultima, entro una settimana, procede al proprio insediamento e da tale momento decorre il termine di otto settimane previsto dall’art. 11 per arrivare al voto del Consiglio generale per la designazione del nuovo Presidente.

    Al fine di garantire il migliore funzionamento della Commissione di designazione, viene anche sorteggiato un ulteriore nominativo per una eventuale sostituzione. La Commissione di designazione opera con ampia discrezionalità circa gli strumenti di acquisizione dei dati organizzativi necessari all’espletamento del proprio mandato e si avvale della Segreteria tecnica del Consiglio generale.

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    Art. 13 - Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale

    Il Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale è composto dai Presidenti delle venti Rappresentanze regionali, con modalità paritetiche di partecipazione e di diritto di voto, con l’obiettivo di una valorizzazione funzionale delle politiche di coesione e sviluppo territoriale che garantisca un puntuale trasferimento delle tematiche di interesse dei singoli contesti al vertice politico di Confindustria, secondo l’asse Europa-Stato-Regioni attraverso il quale si sviluppa l’azione del sistema associativo.

    In tale quadro, il Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale veicola in modo unitario nella governance di Confindustria le priorità strategiche delle diverse aree geografiche del Paese, valorizzando le istanze di specifico interesse ed integrandole nell’ambito delle politiche economiche e industriali nazionali attraverso una sintesi comune ed una azione collettiva e coordinata, capaci di superare rigide segmentazioni di natura geografica.

    Spetta altresì al Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale la definizione di posizioni di sistema per il presidio delle materie di competenza regionale, nonché l’elaborazione di proposte operative per la semplificazione delle autonomie territoriali e per l’implementazione delle politiche di coesione e sviluppo, con l’obiettivo di una più efficace gestione dei programmi di finanziamento.

    Il Presidente designato di Confindustria, di concerto con lo stesso Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale e prima del voto sulla squadra di Presidenza di cui al comma 2 dell’art. 10, ne nomina ogni quadriennio pari il Presidente che assume di diritto la carica di Vice Presidente di Confindustria con delega alle politiche regionali e di coesione territoriale e che scade al termine del proprio mandato di Presidente di Rappresentanza regionale. Spetta al Presidente confederale procedere ad una nuova nomina, sempre osservando i criteri di alternanza geografica di cui ai successivi commi.

    La Presidenza del Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale è affidata, secondo un criterio di alternanza quadriennale e in raccordo temporale con il mandato del Presidente confederale, ad un Presidente di Rappresentanza regionale del Centro-Nord e ad uno di Rappresentanza regionale del Sud. Al fine di garantire la più coerente attuazione di quanto previsto dai commi 2 e 3 del presente articolo, nonché adeguata visibilità organizzativa a tutte le regioni, quando il Presidente del Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale è espressione delle Rappresentanze regionali del Sud viene nominato, con le stesse modalità di cui al precedente comma, un Vice Presidente in rappresentanza dell’area territoriale del Centro-Nord in rappresentanza dell’area territoriale del Centro-Nord e viceversa.

    All’interno del Consiglio è inoltre costituito il Comitato per le politiche di coesione territoriale, composto dagli 8 Presidenti delle Rappresentanze regionali del Sud e da 3 ulteriori componenti rispettivamente espressi dalle Rappresentanze regionali del Nord-Ovest, del Nord-Est e del Centro. La Presidenza del Comitato, che deve essere sempre espressione di una delle Rappresentanze regionali del Sud, è affidata alternativamente al Presidente o al Vice Presidente del Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale quando siano rispettivamente espressione di una delle Rappresentanze regionali del Sud.

    Il Consiglio ed il Comitato di cui al presente articolo si riuniscono senza formalità di procedura e si avvalgono della stessa Segreteria tecnica nominata, all’interno della struttura, dal Presidente del Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale, d’intesa con il Direttore generale.

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    Art. 14 - Consiglio di indirizzo etico e dei valori associativi

    Il Consiglio di indirizzo etico e dei valori associativi costituisce la sede di verifica e di implementazione dell’indirizzo etico e valoriale dell’organizzazione confederale ed opera con caratteristiche di terzietà ed indipendenza rispetto agli altri organi confederali. E’ composto da 6 membri di comprovata autorevolezza e competenza e ad esso è affidata una funzione proattiva per la continua evoluzione e l’aggiornamento dei principi etici del sistema associativo.

    Di norma, è ricostituito nel mese di maggio di ogni quadriennio dispari. A tal fine, il Presidente, il Consiglio generale e i Probiviri, a rotazione al loro interno, provvedono alle rispettive 2 designazioni di competenza. Il Presidente ed il Consiglio generale, nell’ambito delle nomine di loro competenza, hanno facoltà di designare ciascuno un solo componente esterno al sistema associativo, con l’obiettivo di assicurare al Consiglio di indirizzo etico e dei valori associativi un apporto di competenze di particolare rilievo.

    Spetta al Consiglio di indirizzo etico e dei valori associativi la prospettazione agli organi direttivi di Confindustria di interventi statutari e regolamentari, anche di carattere sanzionatorio, a presidio della tenuta e del progressivo aggiustamento dei contenuti del Codice etico e dei valori associativi, anche in chiave di accompagnamento alle trasformazioni del sistema associativo e all’emersione di nuovi bisogni ed aspettative di rappresentanza etica e valoriale.

    Esercita altresì i compiti ad esso attribuiti dagli artt. 3, 11 e 12 del presente statuto. Nomina al suo interno, con alternanza annuale, un coordinatore scelto tra i componenti espressione del sistema associativo, si riunisce senza formalità di procedura e si avvale della Segreteria tecnica del Consiglio generale.

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    Art. 15 - Organi di controllo

    Sono organi di controllo i Probiviri e i Revisori contabili.

    I Probiviri sono 15 e i Revisori contabili sono 5, di cui 3 effettivi e 2 supplenti e devono essere iscritti nel Registro dei Revisori contabili. Sia i Probiviri che i Revisori contabili sono eletti dall’Assemblea dei Delegati di maggio di ogni quadriennio dispari e possono essere rieletti per un secondo quadriennio consecutivo. Entrambi sono invitati a partecipare alle riunioni dell’Assemblea dei Delegati e del Consiglio generale e si avvalgono di una propria Segreteria tecnica.

    La carica di Proboviro e quella di Revisore contabile sono incompatibili con la carica di Presidente, Vice Presidente di una componente del sistema associativo e con le altre cariche di Confindustria. Le cariche di Proboviro e di Revisore contabile sono, inoltre, incompatibili con le analoghe cariche a livello associativo.

    Le modalità di elezione e di funzionamento sono contenute nel regolamento di attuazione del presente statuto.

    Spetta a 3 Probiviri, costituiti in collegio arbitrale secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione del presente statuto, la risoluzione delle controversie di qualunque natura insorte nel sistema associativo e che non si siano potute definire bonariamente. Il collegio arbitrale giudica secondo equità e le sue decisioni hanno natura di arbitrato irrituale. Sempre costituiti in collegio arbitrale, i Probiviri possono essere aditi per il riesame, in sede di appello, delle controversie decise dai Probiviri delle componenti del sistema.

    Il deposito del ricorso ai Probiviri deve essere obbligatoriamente accompagnato, pena l’irricevibilità del ricorso, dal contestuale versamento di una somma, a titolo di deposito cauzionale, determinata annualmente dal Collegio di cui al successivo comma, secondo le modalità previste nel regolamento di attuazione del presente statuto. L’importo verrà restituito al soggetto ricorrente solo nell’ipotesi di accoglimento del ricorso; in caso contrario verrà destinato al finanziamento di progetti speciali per la formazione e di borse di studio.

    I 15 Probiviri designano, a rotazione e per la durata di un anno, 5 Probiviri che costituiscono un Collegio speciale delegato ad assolvere funzioni interpretative, disciplinari e di vigilanza generale sul sistema associativo, nonché 2 Probiviri che vanno a comporre il Consiglio di indirizzo etico e valoriale. Nell'anno della loro elezione, i 15 Probiviri provvedono alle predette nomine entro 30 giorni dall'Assemblea elettiva; negli altri anni entro 10 giorni dalla scadenza degli incarichi.

    Tutte le procedure davanti ai Probiviri sono sospese dal 1° al 31 agosto e dal 24 dicembre al 6 gennaio di ogni anno.

    I Revisori contabili vigilano sull’andamento della gestione economica e finanziaria di Confindustria ed il loro Presidente – che è il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti – riferisce all’Assemblea dei Delegati con la relazione sul bilancio consuntivo.

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    Art. 16 - Piccola Industria e Giovani Imprenditori

    In coerenza con la composizione e le competenze degli organi di cui agli artt. 9 e 10 sono costituiti il Consiglio centrale ed il Consiglio di Presidenza per la Piccola Industria, sedi organizzative di tutela specifica degli interessi e dei valori delle imprese di minori dimensioni.

    Il Consiglio centrale provvede all’elezione del proprio Presidente che è Vice Presidente di diritto di Confindustria, nonché alla designazione dei 16 componenti del Consiglio generale di cui all’art. 9, comma 1, lett. c, comprensivi del Past President ed avendo cura di assicurare una adeguata rappresentanza regionale.

    Le attività della Piccola Industria con le relative modalità di governance ai diversi livelli, nonché la definizione della figura organizzativa di impresa di minori dimensioni sono disciplinate da un regolamento deliberato dal Consiglio centrale e approvato dal Consiglio generale di Confindustria.

    La Piccola Industria si esprime nel sistema associativo attraverso una propria organizzazione territoriale che elegge i Presidenti regionali di cui all’art. 5.

    L’organizzazione nazionale dei Giovani Imprenditori è articolata in un Consiglio nazionale ed un Consiglio centrale.

    Il Consiglio nazionale provvede all’elezione del proprio Presidente che è Vice Presidente di diritto di Confindustria, nonché del Consiglio centrale al quale spetta la designazione dei 6 componenti del Consiglio generale di cui all’art. 9, comma 1, lett. c, comprensivi del Past President.

    Le attività dei Giovani Imprenditori con le relative modalità di governance ai diversi livelli, nonché la definizione del limite di età per l’appartenenza alla specifica organizzazione sono disciplinate da un regolamento deliberato dal Consiglio nazionale ed approvato dal Consiglio generale di Confindustria.

    I Giovani Imprenditori si esprimono nel sistema associativo attraverso una propria organizzazione territoriale che elegge i Presidenti regionali di cui all’art. 5.

TITOLO IV – FUNZIONAMENTO ORGANIZZATIVO INTERNO

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    Art. 17 - Direttore generale e aree di attività

    Il Direttore generale coadiuva il Presidente e i Vice Presidenti e ne attua le disposizioni. Partecipa alle riunioni degli organi di Confindustria ai quali propone quanto ritiene necessario per la migliore attuazione di quanto previsto dall’art. 2 del presente statuto.

    E’ responsabile del funzionamento della struttura interna e dirige tutte le attività confederali, assicurandone il coordinamento. Sovraintende alla gestione amministrativa e finanziaria e predispone il bilancio preventivo e consuntivo sotto la responsabilità del Presidente.

    Può essere affiancato da un Vice Direttore generale, nominato, su sua proposta, dal Consiglio di Presidenza. Stabilisce e risolve il rapporto di lavoro con il personale, ad esclusione del Vice Direttore generale e dei Direttori di cui al successivo comma. Propone al Consiglio di Presidenza, d’intesa con il Presidente, l’articolazione della struttura in aree di attività per le successive deliberazioni del Consiglio generale. In tale quadro è assicurato un adeguato presidio di struttura per la sede di Bruxelles.

    La nomina e la revoca del Vice Direttore generale e dei Direttori delle aree di attività è deliberata dal Consiglio di Presidenza su proposta del Direttore generale. Spetta ai Direttori con riporto diretto al Direttore generale definire programmi, priorità, contenuti e modalità delle materie di specifica pertinenza nel quadro delle indicazioni deliberate dagli organi direttivi.

    E’ istituito un Centro Studi al quale è affidata una competenza sistematica di indagine, analisi e ricerche su ogni tematica di interesse, a supporto di quanto previsto dall’art. 2 del presente statuto, nonché per assicurare a Confindustria una approfondita e anticipata capacità di conoscenza, interpretazione e previsione degli andamenti economici di medio e lungo termine.

    Spetta al Presidente nominare, all’interno dell’Advisory board di cui all’ultimo comma dell’art. 11, un Comitato di esperti per indirizzare le attività del Centro Studi.

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    Art. 18 - Fondo comune

    Il fondo comune di Confindustria è costituito da:

    1. contributi e quote di ammissione di cui all’art. 7
    2. eventuali avanzi delle gestioni annuali
    3. investimenti mobiliari e immobiliari
    4. erogazioni e lasciti a favore di Confindustria ed eventuali devoluzioni di beni ad essa fatte a qualsiasi titolo.

      Il Consiglio generale stabilisce le direttive per le spese, gli investimenti di capitale e la gestione economica e finanziaria del fondo comune.

      Durante la vita di Confindustria non possono essere distribuiti agli associati, neanche in modo indiretto, eventuali utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale.

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        Art. 19 - Bilancio preventivo e consuntivo

        Il bilancio preventivo e quello consuntivo, redatti per ciascun anno solare, sono costituiti da:

        1. stato patrimoniale
        2. conto economico
        3. prospetto delle fonti e degli impieghi.

        Il bilancio preventivo e la relativa relazione sono sottoposti all’approvazione del Consiglio generale entro il 30 novembre di ogni anno.

        Il bilancio preventivo è opportunamente articolato ai fini di rappresentare in modo trasparente le fonti di finanziamento e gli impieghi per aree di attività.

        Il bilancio consuntivo è sottoposto all’approvazione dell’Assemblea dei Delegati insieme alla relazione del Consiglio generale e a quella dei Revisori contabili.

        Ai fini delle deliberazioni del Consiglio generale, al bilancio consuntivo sono allegati: bilanci e relative relazioni delle società controllate, nonché una relazione del Consiglio di Presidenza che dia conto dell’andamento complessivo di Confindustria, delle società controllate e dell’attività di controllo esercitata sugli eventuali scostamenti rispetto al bilancio preventivo.

        Il bilancio di Confindustria e quelli delle società da essa controllate sono corredati da relazioni di certificazione.

        Il Consiglio generale deve presentare il bilancio consuntivo ai Revisori contabili un mese prima della data fissata per l’Assemblea dei Delegati chiamata ad approvarlo.

        Il bilancio consuntivo e le relative relazioni devono restare depositati in copia presso la Direzione generale di Confindustria durante i 15 giorni che precedono l’Assemblea dei Delegati, affinché gli Associati effettivi possano ivi prenderne visione.

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        Art. 20 - Modificazioni statutarie e scioglimento

        Le modificazioni dello statuto sono deliberate dall’Assemblea dei Delegati col voto favorevole della maggioranza dei voti spettanti al complesso degli Associati effettivi.

        E’ facoltà del Consiglio generale sottoporre agli Associati effettivi, mediante referendum, singole modificazioni dello statuto, da approvare con la maggioranza di cui al comma precedente.

        Alle Associazioni dissenzienti è consentito il diritto di recesso, da notificare con lettera raccomandata entro 30 giorni dall’avvenuta comunicazione delle modificazioni statutarie. In ogni caso, l’obbligo contributivo permane fino al 31 dicembre dell’anno in corso.

        Lo scioglimento di Confindustria è deliberato dall’Assemblea dei Delegati col voto favorevole di almeno 3/4 del totale dei voti spettanti al complesso degli Associati effettivi.

        La stessa Assemblea nomina un Collegio di liquidatori, composto di non meno di 3 membri, ne determina i poteri e stabilisce altresì la destinazione delle eventuali attività patrimoniali residue che possono essere devolute solo ad altre organizzazioni con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo previsto dalla legge.

Norme transitorie e di attuazione

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    I

    Spetta al Comitato per l’implementazione della riforma e per il supporto ai processi aggregativi – presieduto dal Vice Presidente confederale con delega all’Organizzazione – monitorare ed assicurare la puntuale attuazione del presente statuto, con i contenuti, le modalità e i tempi di cui alle successive norme transitorie.

    In particolare, il Comitato per l’implementazione della riforma e per il supporto ai processi aggregativi deve:

    1. predisporre indirizzi applicativi per definire le norme inderogabili di obbligatorio recepimento negli statuti degli Associati effettivi e delle altre componenti del sistema associativo
    2. validare le formulazioni statutarie e rilasciare il relativo parere di conformità
    3. definire le linee guida per supportare gli Associati effettivi nella gestione della fase transitoria per il corretto inquadramento delle imprese già associate nelle categorie di soci previste all’art. 3
    4. verificare la coerenza dei protocolli di aggregazione e fornire modelli organizzativi per la gestione dei relativi processi, assicurando supporto e consulenza tecnica per realizzare risparmi ed efficienze
    5. definire i meccanismi di premialità a supporto dei processi di aggregazione e deliberarne i relativi contenuti ed effetti organizzativi.

    Il Comitato può premiare gli Associati che stanno realizzando progetti di aggregazione, assegnando loro un numero di voti in Assemblea rapportato al contributo dovuto a Confindustria, maggiorato della riduzione contributiva riconosciuta agli stessi nell’ambito delle iniziative a sostegno delle aggregazioni. Tale premialità ha la durata di due anni e può essere sospesa nel caso in cui vengano meno i requisiti e le condizioni che ne hanno determinato l’assegnazione.

    Il Comitato conclude il suo mandato al 31 dicembre 2018. Per la sua composizione si tiene conto dell’avvicendamento nella carica del Vice Presidente confederale che lo presiede e ne nomina i componenti.

    A far data dal 1° gennaio 2019 le attribuzioni di cui ai punti 2 e 3 del comma 2 della presente norma di attuazione sono trasferite direttamente al Vice Presidente con delega all’Organizzazione; allo stesso sono trasferite anche le funzioni di cui al punto 4, previo parere favorevole del Consiglio di indirizzo etico e dei valori associativi.

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    II

    Rispetto alle categorie di soci delle Associazioni di territorio di cui all’art. 3, comma 6, lett. a, b, c – soci effettivi, soci ordinari di territorio e soci aggregati – sono fatte salve eventuali modalità di adesione con effetti organizzativi diversi ed aggiuntivi in atto all’approvazione del presente statuto.

    Spetta al Consiglio di indirizzo etico e dei valori associativi, d’intesa con il Comitato per l’implementazione della riforma e per il supporto ai processi aggregativi, indicare al Consiglio generale proposte evolutive della partecipazione delle imprese al sistema associativo attraverso rapporti di contenuto organizzativo specifico, assicurando, in ogni caso, il rispetto degli obblighi fondamentali richiesti per l’appartenenza al sistema stesso.

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    III

    La nuova governance di Confindustria di cui al titolo III del presente statuto si realizza attraverso le seguenti scadenze temporali:

    • costituzione dei Gruppi tecnici di cui all’art. 10, deliberata nel primo Comitato di Presidenza immediatamente successivo alla data di approvazione del presente statuto
    • insediamento sperimentale del Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale, deliberato nello stesso Comitato di Presidenza di cui al precedente alinea, con assegnazione, in via transitoria della Presidenza del Consiglio al Vice Presidente per il Mezzogiorno e le politiche regionali. Tale biennio di Presidenza non si computa ai fini dell'alternanza quadriennale di cui all'art.13 comma 5 del presente statuto
    • prosecuzione fino a maggio 2016 del mandato, in raccordo con il Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale, del Comitato centrale per il Mezzogiorno, presieduto dal Vice Presidente per il Mezzogiorno e le politiche regionali, in carica alla data di approvazione del presente statuto, in preparazione del Comitato per le politiche di coesione territoriale che si costituirà nel 2016
    • proroga, in attuazione di quanto deliberato dalla Giunta del 20 marzo 2014, del mandato del Consiglio Direttivo in corso alla data di approvazione del presente statuto, fino a maggio 2015
    • proroga del Comitato scientifico del Centro Studi in carica alla data di approvazione del presente statuto, fino a maggio 2016
    • da gennaio a maggio 2015 processo di costituzione ed elezione del Consiglio generale di cui all’art. 9, con contestuale cessazione del mandato del Consiglio Direttivo e della Giunta in carica alla data di approvazione del presente statuto
    • come prima e transitoria applicazione del presente statuto, gli adempimenti preparatori previsti dai commi 2 e 4 dell’art. 9, vengono posti in essere nei mesi di gennaio e marzo 2015 dalla Giunta in carica alla data di approvazione del presente statuto
    • elezione degli organi di controllo di cui all’art. 15 nell’Assemblea dei Delegati di maggio 2015
    • entro giugno 2015 costituzione del Consiglio di indirizzo etico e dei valori associativi, secondo le procedure previste dall’art. 14
    • da giugno 2015 facoltà per il Presidente confederale, in carica alla data di approvazione del presente statuto, di procedere alla costituzione dell’Advisory board di cui all’art. 11
    • gennaio 2016 formazione della Commissione di designazione secondo quanto previsto dall’art. 12
    • maggio 2016 convocazione dell’Assemblea dei Delegati per l’elezione del Presidente e dei Vice Presidenti, secondo quanto previsto dagli artt. 10 e 11
    • maggio 2016 insediamento del Consiglio di Presidenza di cui all’art. 10
    • giugno 2016 cessazione della fase sperimentale e piena e formale operatività del Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale, con assegnazione della Presidenza per il quadriennio 2016-20 ad una Rappresentanza regionale del Mezzogiorno.
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    IV

    Ai fini della rotazione nelle cariche di cui al presente statuto sono ammessi due ulteriori mandati biennali per i componenti del Consiglio generale di cui all’art. 9 e un ulteriore mandato quadriennale per gli organi di controllo di cui all’art. 15 che abbiano già esaurito i mandati ammessi.

    Per i componenti del Consiglio di Presidenza in insediamento a maggio 2016 si computano i mandati già ricoperti, senza possibilità di rielezione in presenza di otto anni di consecutiva permanenza in carica.

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    V

    Laddove in una regione non dovessero essersi ancora attivati meccanismi aggregativi tali da permettere la partecipazione diretta di almeno una Associazione di territorio al Consiglio generale, viene garantita transitoriamente, per il mandato 2015-17, la relativa presenza di diritto nella persona del Presidente della Rappresentanza regionale, previa verifica da parte del Comitato per l’implementazione della riforma e per il supporto ai processi aggregativi dell’esistenza di oggettivi elementi ostativi ai processi stessi.

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    VI

    Laddove i protocolli di aggregazione siano validati dal Comitato per l’implementazione della riforma e per il supporto ai processi aggregativi, la partecipazione al Consiglio generale può essere immediatamente riconosciuta prima della realizzazione del soggetto unico. Le modalità di designazione dei rappresentanti nel Consiglio generale sono indicate dalle Associazioni partecipanti nei relativi protocolli.

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    VII

    Gli Associati effettivi e le altre componenti del sistema associativo sono tenuti ad adeguare i loro statuti entro maggio 2016 e ad approvarli entro il successivo mese di luglio, previa verifica e parere di conformità del Comitato per l’implementazione della riforma e per il supporto ai processi aggregativi.

    La Piccola Industria e i Giovani Imprenditori definiscono i rispettivi regolamenti entro maggio 2016, con successiva approvazione del Consiglio generale nel luglio 2016. I Giovani Imprenditori sono tenuti a dare attuazione all’indicazione del progetto di riforma relativamente alla riduzione del limite di età per l’appartenenza a tale Movimento entro il mandato del Presidente dei Giovani Imprenditori in carica alla data di approvazione del presente statuto.

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    VIII

    Confindustria ed Ance convengono, entro il mese di maggio 2016, le modalità di attuazione del presente statuto nel quadro del loro specifico assetto di relazioni organizzative.

 

   Statuto dal 2014 (aggiornato nel dicembre 2017) in pdf

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